domenica 25 settembre 2016

Novena a San Francesco d'Assisi (dal 25 settembre al 3 ottobre)




1° GIORNO - UBBIDIENZA PRONTA ALLA VOLONTA' DI DIO

S. Francesco, poco tempo dopo la sua conversione, quando gia' alcuni compagni si erano uniti a lui, era molto dubbioso su cio' che doveva fare: se dedicarsi totalmente alla preghiera con una vita contemplativa oppure operare per la salvezza del prossimo predicando il Vangelo.
Desiderava ardentemente conoscere la volontà di Dio e, poiche' la sua grande umilta' non gli permetteva di fidarsi delle sue ispirazioni o della sua preghiera, mando' frate Masseo da due anime sante: frate Silvestro e sorella Chiara per chiedere loro di comandare al Signore, nella preghiera, quale fosse la strada che Gesu' aveva tracciato per lui.
Frate Silvestro era uomo di grande santita' e tutto cio' che chiedeva a Dio, l'otteneva. Per questo Francesco si era rivolto a lui. Frate Silvestro si mise subito in preghiera e ben presto ebbe la risposta. Anche Chiara e le sue compagne ebbero da Dio lo Stesso messaggio: "Iddio non t'a' eletto per te solo, ma ringraziandio per la salute di molti ("Dio non ti ha colmato di favori per te solo, ma anche per la salvezza di molti). 
Appena Francesco seppe la volonta' di Gesu', si alzo' dicendo: "Nel nome di Dio, andiamo". 

Proponimento

- Chiediamo a Dio, con la preghiera, che ci illumini sulle scelte della nostra vita;
- cerchiamo di imitare la prontezza e l'entusiasmo di Francesco nell'adempiere alla volontà di Dio.

Pater, Ave, Gloria 

S. Francesco, prega per noi.

2° GIORNO - S. FRANCESCO E GLI UCCELLI

Un giorno, S. Francesco camminava con alcuni frati nella pianura di Assisi quando alzo' gli occhi e vide moltissimi uccelli. Disse allora ai suoi compagni: "Aspettate qui perche' vado nel campo a predicare anche a loro.
Appena inizio' a parlare, gli uccelli si posarono sugli alberi e rimasero fermi, finche' il Santo non li ebbe benedetti.
S. Francesco parlo' cosi': "Sorelle e fratelli miei, dovete essere molto riconoscenti al vostro Creatore Iddio e dovete ringraziarLo in ogni luogo, perché vi ha donato l'aria e la liberta' di volare dove vi piace. 
Oltre a questo, voi non seminate e non mietete, eppure Dio vi nutre; Egli vi ha dato le fonti per dissetarvi, i monti e le valli per rifugiarvi, gli alberi per costruire i vostri nidi. Voi non sapete filare ne' cucire, eppure Dio veste voi e i vostri figlioli. Il vostro Creatore vi ama molto poiche' vi dona tanti benefici, perciò state ben lontani dal peccato dell'ingratitudine e pensate sempre a lodare Dio".
A queste parole gli uccelli cominciarono ad allungare i colli, ad aprire i becchi e le ali e con rispetto a chinare le testine in basso, poi, con trilli e movimenti, dimostravano che le parole di S. Francesco avevano dato loro molta gioia.
Anche il Santo si rallegrava con loro e si stupiva di un cosi' gran numero di uccelli e delle loro bellissime varieta'. Egli gioiva nel vedere come accoglievano la sua parola e come devotamente, secondo i loro modi, pareva lodassero il Creatore. Francesco li accarezzava e passava accanto a loro, sfiorava le testine e i corpi con la tunica, ma essi non volavano via. Alla fine li benedisse con un segno di Croce e diede loro il permesso di andarsene. 
Allora tutti gli uccelli, con meravigliosi canti, si alzarono in volo separandosi in quattro schiere secondo la croce che S. Francesco aveva tracciato su di loro, e dirigendosi verso i quattro punti cardinali.
Essi dimostravano che la predicazione della croce di Cristo, rinnovata da S. Francesco, doveva essere portata con gioia da lui e dai suoi frati, in tutte le parti del mondo.

Proponimento

- Imitiamo S. Francesco nel contemplare la creazione come specchio del Creatore; 
- ringraziamo Dio per il dono della creazione;
- cerchiamo di avere sempre rispetto per ogni creatura, in quanto espressione dell'amore del Creatore; 
- riconosciamo in ogni essere creato un nostro fratello. 

Pater, Ave, Gloria 

S. Francesco, prega per noi.

3° GIORNO - L'UMILTA' DI S. FRANCESCO 

S. Francesco si trovava alla Porziuncola con frate Masseo, uomo di grande santita' e grazia nel parlare di Dio. Per questo il Santo lo amava molto. Un giorno, mentre Francesco tornava dal bosco, dove era stato a pregare, frate Masseo, che voleva provare la sua umilta', gli ando'incontro dicendogli: "Perche' proprio a te? Perche' tutto il mondo vien dietro a te e tutti vogliono vederti, ascoltarti e ubbidirti? Tu non sei bello, non hai grande cultura, non sei nobile. Perche', dunque, tutti ti seguono cosi'?".
S. Francesco a queste parole si rallegro' molto e, guardando il cielo, rimase per molto tempo rapito in Dio. Quando ritorno' in se', si inginocchio' lodando e ringraziando il Signore, poi, molto infervorato, rispose a frate Masseo: "Vuoi sapere perche' il mondo segue proprio me? Vedi, gli occhi dell'Altissimo Iddio, che vedono in ogni luogo e in ogni cuore, hanno visto che non esiste peccatore piu' vile, piu' misero di me sulla terra. Per questo, per attuare il suo grande disegno, Dio ha scelto me, per confondere la nobilta', la grandezza e la potenza del mondo, affinche' si sappia che ogni virtu' e ogni bene non provengono dalle creature ma dal Creatore e nessuno possa gloriarsi davanti a Dio (Cor 1,27-31).
Solo a Lui ogni onore e gloria, nei secoli dei secoli".
Frate Masseo, davanti ad una risposta cosi' umile, fu meravigliato e spaventato nel comprendere la profondita' dell'umilta' di Francesco. 

Proponimento

- Sull'esempio di Francesco, non esaltiamoci ne' di fronte agli nomini ne' di fronte a Dio; 
- Abituiamoci a rendere onore e gloria a Dio per quanto Egli opera per mezzo di noi. 

Pater, Ave, Gloria 

S. Francesco, prega per noi.

4° GIORNO - L'AMORE Dl DIO IN S. FRANCESCO E S. CHIARA 

Quando S. Francesco era ad Assisi, visitava spesso S.Chiara dandole santi consigli. Lei aveva un grandissimo desiderio di pranzare almeno una volta con lui, ma il Santo non aveva mai acconsentito.
Un giorno, i frati dissero a Francesco:"Padre, a noi non sembra che questa tua rigidita' sia secondo la carita' divina. Potresti proprio accontentare le richieste di Chiara, sorella cosi' santa e tanto cara a Dio che ha abbandonato il mondo dopo aver ascoltato le tue parole". S. Francesco allora rispose: "Poiche' vi sembra bene, allora chiederemo a sorella Chiara di uscire da S. Damiano, dove e' rinchiusa da tanto tempo, per venire a mangiare con noi davanti a S. Maria degli Angeli, dove le furono tagliati i capelli e divenne sposa di Gesu' Cristo". 
Quando giunse il giorno stabilito, S. Chiara, accompagnata da una sorella e da alcuni frati, arrivo' a S. Maria degli Angeli.
Il pranzo era molto povero e apparecchiato per terra, come era solito fare il Santo. Quando furono pronte le vivande, Francesco comincio' a parlare cosi' soavemente di Dio, che scese su di loro l'abbondanza della grazia divina e furono subito rapiti in Dio. Rimasero fermi, con gli occhi al cielo e le mani alzate.
Nel frattempo gli uomini di Assisi, guardando verso la pianura, videro come un grande fuoco sulla chiesa di S. Maria degli Angeli, sulla pianura intorno e sul bosco. Accorsero in fretta per spegnere l'incendio, ma, quando giunsero nel luogo, videro che nulla bruciava. Trovarono S.Francesco con S.Chiara e tutti i loro compagni rapiti in contemplazione di Dio, seduti intorno a quella povera mensa, e compresero che quello era fuoco divino, non materiale, che Dio aveva fatto apparire miracolosamente e che simboleggiava il fuoco del divino amore del quale ardevano le anime di quei Santi, frati e monache. Gli uomini allora tornarono ad Assisi con il cuore traboccante di gioia.
Dopo molto tempo, quando Francesco, Chiara e i loro compagni si risvegliarono dall'estasi, sentendosi ristorati dal cibo spirituale, si preoccuparono ben poco di quello materiale, comunque mangiarono insieme benedicendo il Signore!

Proponimento

- ricordiamoci che e' indispensabile trovare il tempo per la preghiera, alimento spirituale della nostra anima;
Pater, Ave, Gloria 

S. Francesco, prega per noi.

5° GIORNO - S. FRANCESCO E LA POVERTA'

Nella I regola, S.Francesco scrisse:
"La regola e la vita dei frati e' questa, cioe' vivere in obbedienza, in castita' e senza nulla di proprio, seguendo l'insegnamento e l'esempio del Signore nostro Gesu' Cristo, il quale dice: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi» (Mt 19,21). I frati non si approprino di niente: ne' casa, ne' luogo, ne' cosa alcuna". 
Anche nell'ultima volonta' che S.Francesco scrisse a S.Chiara si legge: "lo piccolo frate Francesco voglio seguire la vita e la poverta'dell'altissimo Signore nostro Gesu' Cristo e della sua Santissima Madre e perseverare in tal vita sino alla fine. E prego voi, signore mie, e vi consiglio di vivere sempre in codesta santissima vita e poverta'".
S. Francesco, per essere veramente povero, volle guadagnare con il sudore della propria fronte il necessario alla vita. Il lavoro doveva essere solo strumento per guadagnare quanto permetteva a lui ed ai suoi frati di avere abitazioni, vesti e mense povere.
La poverta' di S.Francesco e dei suoi primi compagni rifulgeva in modo particolare nelle abitazioni. Dopo avere abbandonato la casa paterna, suo rifugio fu una grotta presso Assisi, e poi non ebbe fissa dimora sino a quando con i primi frati "si raccoglieva presso la citta' di Assisi in un luogo che si chiama Rivotorto".
Francesco e i suoi frati vivevano in un tugurio abbandonato, nella piu' completa indigenza, molto spesso privi anche del pane. Quel luogo era cosi' stretto che si poteva a mala pena stare seduti o distesi, ma tra loro non si udiva mormorazione ne' lamento, anzi ognuno conservava la sua serenita' con "tranquillita' di cuore e allegrezza di spirito". 
Francesco sosteneva che "si sale prima in Cielo da un tugurio che da un palazzo". 
Ricercava sempre la santa semplicitaà e non permetteva che la strettezza del luogo trattenesse le espansioni del cuore. Scriveva percio' il nome dei frati sui travicelli del tugurio, affinché ognuno, volendo pregare o dormire, potesse riconoscere il suo posto e l'angustia del luogo non turbasse il raccoglimento dello spirito. 

Proponimento

- Sull'esempio di Francesco, ricordiamoci che Gesu' volle scegliere per Se' e per sua Madre la poverta';
- Cerchiamo il distacco dalle cose della terra per essere sempre piu' protesi verso le realta' dei Cielo.

Pater, Ave, Gloria 

S. Francesco, prega per noi.

6° GIORNO - LA PENITENZA

Francesco era di costituzione gracile e debole già dalla giovinezza, eppure sottopose il suo corpo a penitenze e ristrettezze rigidissime! 
La sua penitenza inizio' con l'amore verso i lebbrosi.
"Un giorno, cavalcando presso Assisi, ne incontro' uno e, sebbene ne provasse non poca molestia e orrore, pure balzo' di cavallo e corse a baciarlo e il lebbroso tendendogli la mano come per ricevere l'elemosina, ricevette insieme da lui il denaro e un bacio. Ed egli, subito risalito a cavallo, volgendosi di qua e di la', ed era in un campo aperto senza alcun ostacolo allo sguardo, non vide piu' il lebbroso. Onde, ripieno di meraviglia e di gioia, pochi giorni dopo vuole ripetere l'atto; si reca alla dimora dei lebbrosi e ad ognuno, distribuendo l'elemosina, bacia la mano e la bocca. Cosi' prende le cose amare invece delle dolci e si prepara virilmente ad osservare gli altri comandamenti". 
In seguito si reco' tra i lebbrosi e rimase con loro, servendoli in tutte le loro necessita' per amore di Dio, lavando i loro corpi deformati e tergendo "la materia delle piaghe". Celano ci assicura che prima della conversione, Francesco inorridiva alla vista dei lebbrosi e, quando da lontano scorgeva i loro rifugi, si turava le narici con le mani. 
Per il riposo, Francesco non voleva materassi o coperte: egli si stendeva al suolo sopra la sua tunica e spesso per dormire stava seduto appoggiandosi ad un guanciale di legno o di pietra.
Riteneva molto utile la mortificazione della lingua e per questo scrisse: "Beato quel religioso che non trova giubilo e letizia se non nei santissimi ragionamenti e nelle opere di Dio e con questi conduce gli uomini ad amare Dio, in gaudio e letizia. E guai al religioso che si diletta di parole inutili e vane e con queste spinge gli uomini al riso". 
Nella vita di S.Francesco appare soprattutto evidente la necessita' di mortificare la gola. "Francesco martoriava il suo corpo astenendosi dal cibo e dal bere. Raramente nei periodi in cui era in buona salute, ammetteva i cibi cotti. Quando li accettava, li mangiava dopo averli mescolati con la cenere oppure li rendeva estremamente insipidi allungandoli con molta acqua. Egli era molto severo con se stesso ma nello stesso tempo era indulgente con gli altri e volle sempre che le penitenze dei suoi frati non fossero esagerate perche' diceva che anche "fratello corpo ha le sue esigenze che debbono essere soddisfatte affinche' l'uomo possa impegnarsi nell'esercizio del dovere quotidiano e vegliare nella preghiera.

Proponimento

- mortifichiamo i desideri del corpo, affinche' siano sempre subordinati alle esigenze dello spirito.

Pater, Ave, Gloria 

S. Francesco, prega per noi.

7° GIORNO - COME S. FRANCESCO SEPPE SOPPORTARE LE AVVERSITA' 

Dopo la sua conversione, S.Francesco dovette superare gravi difficolta', ma seppe reagire «con molta fermezza nelle tribolazioni» (2 Cor 6,4) e seppe conservare la «gioia dello Spirito Santo» (1 Ts 1,6) nonostante le avversita'. 
Quando Francesco decise di vivere secondo il Vangelo, si trovo' davanti la violenta opposizione dei parenti. Il padre, considerando pazzia l'abbandono delle cose del mondo per il servizio di Cristo, comincio' a perseguitarlo con minacce. 
lì Santo, dopo aver pianto e pregato, ebbe luce e forza da Dio, tanto che seppe affrontare con gioia anche gli improperi 
Anche i suoi compagni di un tempo, vedendolo tanto cambiato e prostrato dalla penitenza, lo insultavano e gli scagliavano addosso il fango e le pietre della strada, perche' lo ritenevano pazzo. 
Francesco sopportava con gioia ogni pena, pensando alle sofferenze e alle incomprensioni sopportate da Gesu', il Figlio di Dio.
Piu' tardi si vide combattuto da alcuni dei suoi frati che lo ostacolavano pretendendo di modificare la regola. Egli voleva applicare letteralmente il Santo Vangelo, ma i frati piu' letterati e sapienti pretendevano di mitigare i punti piu' rigidi, quelli che richiedevano maggior penitenza e sacrifici per l'imitazione integrale della vita di Gesu' e fu cosi' grande e forte la loro opposizione che Francesco fu costretto a dimettersi dal governo dell'Ordine.
Egli superava con molta umilta' tali contrasti e diceva: "E' segno di grande amore quando il Signore punisce bene il servo suo di tutti i suoi difetti in questo mondo, accio' che non ne sia punito nell'altro. E io sono pronto a sostenere allegramente ogni pena e ogni avversita' che tu, o Dio, mi vuoi mandare per i miei peccati".
S. Francesco riusci' a superare le difficolta' con umilta' e letizia.

Proponimento

- impegnamoci ad accettare anche le opposizioni dei piu' vicini e dei piu' cari quando Dio ci chiama per una strada che essi non condividono;
- accettiamo con umilta' i contrasti nell'ambiente in cui quotidianamente viviamo, ma difendiamo con fermezza quanto ci sembra utile per il bene nostro e di coloro che ci stanno vicino e, soprattutto, perla gloria di Dio.

Pater, Ave, Gloria 

S. Francesco, prega per noi.

8° GIORNO - COME S. FRANCESCO SEPPE SOFFRIRE SORRIDENDO 

Sono state numerose e dolorose le malattie sofferto da S. Francesco, ma esse non lo privarono mai della sua proverbiale letizia; soffri', infatti, sorridendo e ringraziando il Signore per le sofferenze. Considero' anche lo malattie un'espressione della bonta' di Dio e attese la morte cantando. 
Aveva una grave malattia agli occhi ed il male sembrava progredire di giorno in giorno per mancanza di cure. Stava per perdere la vista, ma rifiutava ogni cura perche' era sempre molto severo con il suo corpo. Quando frate Ella e il Cardinale Ugolino riuscirono a convincerlo ad "usare con minori scrupoli qualche riguardo per il suo male", la malattia ora cosi' grave che richiedeva grande competenza da parte dei medici e "dolorosissimi mezzi di cura". 
Nella primavera del 1225, la malattia agli occhi era tanto peggiorata che Francesco "non poteva scorgere la luce del giorno né quella del fuoco durante la notte". Parti' allora per andare da un medico che tutti dicevano espertissimo nella cura di questo male. Francesco portava un grande cappuccio fatto dai frati e sugli occhi una benda di lana o lino cucita al cappuccio, perche' vedere la luce gli causava fortissimi dolori. 
Il medico penso' di curarlo con bruciature. Porto' un ferro o lo fece arroventare davanti al Santo, il quale cerco' di darsi coraggio dicendo al fuoco: "Frate fuoco, nobile e utile creatura tra le creature dell'Altissimo, usami cortesia in quest'ora: un giorno io ti ho amato e ancora voglio amarti per amore di quel Signore che ti creo'. E prego il Creatore nostro che temperi il tuo calore, perche' io possa sopportarlo". 
Terminata la preghiera, benedisse il fuoco. I frati presenti fuggirono tutti, presi dalla pieta' e dalla compassione. Quando il medico ebbe finito la dolorosissima operazione, i frati rientrarono e S. Francesco racconto' loro di non aver sentito dolore alcuno e neppure il calore del fuoco. Anche il medico, molto meravigliato, confermo' che il Santo non si era neppure scomposto e disse:
"Fratelli, avrei temuto non solo di lui, debole o infermo, ma anche di uno forte e sano, che non avesse potuto sopportare una cottura cosi' forte. Ne ho fatto esperienza in altri". "Per quasi due anni ebbe a sostenere queste sofferenze con pazienza o umilta', di tutto rendendo grazie a Dio".
Quando S.Francesco ricevette le stimmate, le sue sofferenze furono notevolmente accentuate. "Quelle piaghe santissime, in quanto gli erano impresso da Cristo, gli dettero al cuore grandissima allegrezza, niente di meno alla carne sua e ai sentimenti corporali a cui davano intollerabile dolore". Per poter camminare e perche' non si vedessero le ferite ai piedi, indosso' dei "calzerotti di lana" mettendo un pezzetto di pelle sulle ferite per evitare il contatto con la lana ruvida. Dopo aver ricevuto le stimmate scese da La Verna e, come racconta S. Bonaventura: "Incomincio' ad andare soggetto a molte e varie malattie".
Francesco sopportava tutto con gioia, giungendo a considerare le malattie come sorelle. Infatti, il Celano racconta: "Fu un vero miracolo che, cosi' affranto per le sofferenze in ogni parte del corpo, avesse ancora la forza di resistere. Pure queste angosce non le chiamava pene, ma sorelle".

Proponimento

- chiediamo a Francesco la sua gioia e serenita' nelle malattie, pensando che la sofferenza e' un grande dono di Dio in vista della nostra gioia futura; 
- seguendo l'esempio di Francesco, sopportiamo le malattie con pazienza e senza far pesare il nostro dolore sugli altri;
- cerchiamo di ringraziare il Signore non solo quando ci dona la gioia, ma anche quando permette le malattie. 

Pater, Ave, Gloria 

S. Francesco, prega per noi.

9° GIORNO - COME S. FRANCESCO ACCOLSE LA MORTE 

Il Celano racconta che la malattia di S.Francesco si stava aggravando e il corpo del Santo si indeboliva sempre piu', tanto che non poteva piu' muoversi. Un frate chiese a Francesco se preferisse la sofferenza lunga e continua di tale grave infermita' oppure il martirio, la morte violenta e atroce provocata dal carnefice.
Egli rispose: "O figlio, la cosa che mi e' piu' cara, piu' dolce, piu' gradita, e' che si adempia in me e su di me la volonta' del Signore Iddio. lo voglio essere totalmente concord e obbediente soltanto alla Sua volonta'. Ma se dovessi guardare non al premio, ma solo al dolore fisico che provo e' per me più atroce di qualunque martirio tollerare questa malattia anche solo tre giorni". 
Nel 20" anno della sua conversione, due anni dopo l'impressione dello stimmate, "squadrato ormai da numerosi colpi di dolore e infermita',... come pietra da collocare nella Gerusalemme celeste o come lavoro malleabile portato a perfezione dal martello delle molteplici tribolazioni", S.Francesco chiese di essere portato a S.Maria della Porziuncola per morire proprio nel luogo dove aveva ricevuto lo Spirito della grazia di Dio.
Baciando la terra, disse: "Ti ringrazio, Signore Dio, di tutte queste mie sofferenze e ti prego, o Signore, che me ne mandi altre cento, se cosi' ti piace: poiche' questo mi sarà graditissimo; colpendomi con il dolore tu mi risparmi; mentre l'adempimento della tua santa volonta' costituisce per me una grandissima consolazione". "Quel padre santissimo riputava sempre cosa dolce cio' che sapeva di amaro al corpo ed attingeva di continuo immensa dolcezza dall' umilta' e dall'imitazione del Figlio di Dio". 
Quando S.Francesco era colpito da sofferenze piu' forti, cantava o faceva cantare dai suoi compagni "lo lodi dello creature", il cantico di frate sole che egli Stesso aveva composto.
Quando seppe che la morto era imminente, nonostante soffrisse moltissimo fisicamente, egli gioì e lodo' il Signore con grande trasporto, poi disse a un frate: "Se al mio Signore piace che io muoia tra breve, fa' venire a me frate Angelo e frate Leone affinche' mi cantino di sorella morte". Quando i due frati furono davanti a lui, addolorati e piangenti, cantarono il cantico di frate sole e Francesco aggiunse anche alcuni versi su "sorella morte": 
"Laudato sii, mi' Signore, per sora nostra morte corporale 
da la quale nullo homo vivente puo' scampare, guai a quelli che morranno ne le peccata mortali, 
beati quelli che trovara' ne le tue sanctissime voluntate che la morte secunda nol fara' male".

Proponimento

- viviamo ogni istante della nostra vita terrena come mezzo per conseguire la gioia eterna.

Pater, Ave, Gloria 

S. Francesco, prega per noi.

venerdì 23 settembre 2016

Preghiera a San Pio da Pietrelcina (23 settembre)


O Dio, che a San Pio da Pietrelcina hai donato l'insigne privilegio di partecipare, in modo mirabile, alla passione del tuo Figlio, concedimi, per sua intercessione, la grazia (nominare la grazia richiesta) che ardentemente desidero; e soprattutto donami di essere conforme alla morte di Gesù per giungere poi alla gloria della risurrezione. Amen.

martedì 20 settembre 2016

Novena a San Michele Arcangelo (dal 20 al 28 settembre)


Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre

SEQUENZA ALLO SPIRITO SANTO

Vieni, Spirito Santo,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto;
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla è senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano,
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
Amen.

Credo

RICHIESTA DELLA GRAZIA

In particolare, o arcangelo San Michele, invoca per me questa grazia…che tanto desidero, purchè sia conforme alla santa volontà di Dio; porti frutti di amore, di carità, di pace; mi liberi dall’egoismo; mi renda collaboratore per la diffusione del regno di Dio nel mondo. Amen.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

INNO DELLA CHIESA
A SAN MICHELE ARCANGELO

O Gesù, splendore e potenza del Padre, o Gesù, vita dei nostri cuori, noi ti lodiamo in unione con gli Angeli, i quali, attenti agli ordini delle tue labbra, si velano con le loro ali. Migliaia e migliaia di Principi Celesti circondano il tuo Trono, combattono per te; ma San Michele inalberato il Vessillo della Salvezza, spiega vincitore lo stendardo della Croce. E’lui che precipita nel fondo dell’inferno l’orgogliosa testa del dragone e fulmina, cacciandoli dal Cielo, i ribelli e i loro capi. Seguiamo questo Principe invincibile contro il capo dell’orgoglio, affinché l’Agnello ricompensi la vittoria del popolo fedele con la corona della gloria eterna.
Al Padre, al Figlio che ci ha redenti e a te, o Spirito Santo, come era in principio, sia una stessa gloria ed una stessa lode per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRIMO GIORNO

San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al Suo disegno di salvezza; per la Sua unica potenza infinita:
libera il mondo:
Dal potere di Satana.
Dal peccato, origine e fonte di ogni male.
Dall’odio, dalle violenze, dalle guerre, dal terrorismo.
Da ogni forma di schiavitù fisica e morale;

invoca per tutti:
Pace dove c’è la guerra.
Perdono dove ci sono vendette e odio.
Concordia dove c’è disunione.
Fraternità dove regna l’egoismo.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
San Michele arcangelo, difendici dal maligno.

SECONDO GIORNO

San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al Suo disegno di salvezza; per la Sua unica potenza infinita:
libera la Chiesa:
Da ogni compromesso con il potere.
Dalla mania del denaro e del possesso dei beni materiali.
Dalla superbia e dall’egoismo.
Dalle divisioni fra i cristiani, fra i vari gruppi associativi: nelle parrocchie e nelle Diocesi.
Dalla tentazione d’imporre con la forza il dono della fede;

invoca per tutti:
La santità dei pastori e dei fedeli.
La piena comunione con il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti e tutto il popolo santo di Dio.
La santificazione piena, partecipata, attiva alla Messa festiva.
L’allargamento della carità a tutte le miserie umane.
Lo spirito della comunione, del servizio, della fraternità, della carità…

Padre nostro,  Ave Maria, Gloria al Padre
San Michele arcangelo, difendici dal maligno.

TERZO GIORNO

San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al Suo disegno di salvezza; per la Sua unica potenza infinita:
libera le famiglie:
Dalle divisioni, dai divorzi, dalle separazioni e dagli aborti.
Dalle manie materialistiche, dall’avidità del denaro.
Dalla cura esagerata dell’esteriorità, della moda, del look.
Dalla violenza, dalla prepotenza, dall’ira.
Da ogni mancanza di rispetto, dalle offese in parole ed opere;

invoca per tutti:
Armonia, pazienza, comprensione.
L’imitazione del modello della famiglia di Nazaret, dove si vive nell’amore, nella pace, nel lavoro, nella preghiera, nel rispetto del giorno del Signore.
L’educazione reciproca alla fede, alla speranza, alla carità.
L’accoglienza dei poveri, il rispetto per gli anziani, la carità verso gli immigrati, l’attenzione per le persone sole, ammalate, in difficoltà.
L’apertura verso qualsiasi forma di vocazione, specie di vita consacrata a Dio e al
prossimo.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
San Michele arcangelo, difendici dal maligno.

QUARTO GIORNO

San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al Suo disegno di salvezza; per la Sua unica potenza infinita:
libera i giovani:
Dal potere del Maligno, del peccato e di ogni forma di schiavitù.
Dallo spreco della vita dietro al solo divertimento, al sesso, al potere, al denaro, al divismo, all’alcool, alle droghe, ai brividi della velocità per andare incontro alla morte del corpo e dell’anima.
Dalla idolatria di se stessi che li allontana dalla preghiera, dalla Messa, dai Sacramenti, dalla grazia di Dio;
invoca per tutti:
L’impegno gioioso a costruire il proprio futuro secondo la volontà di Dio.
La testimonianza coraggiosa della fede.
La felicità del donare più che del ricevere.
La perseveranza nelle opere della carità, del volontariato, del servizio: ai poveri, alla comunità parrocchiale, alle missioni, al terzo mondo…

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
San Michele arcangelo, difendici dal maligno.

QUINTO GIORNO

San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al Suo disegno di salvezza; per la Sua unica potenza infinita:
libera gli anziani:
Dal senso di inutilità della propria vita.
Da ogni forma di disperazione.
Dal chiudersi in sé, senza pensare agli altri.
Dalla stanchezza nella preghiera, nella Messa, nella carità e in tante opere buone nelle quali erano impegnati…;
invoca per tutti:
Coraggio nelle difficoltà della vita.
Perseveranza nelle opere buone.
Pazienza e accettazione della malattia.
Aperta collaborazione alle opere della comunità parrocchiale: liturgia, evangelizzazione, catechismo, caritas, missioni…

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
San Michele arcangelo, difendici dal maligno.

SESTO GIORNO

San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al Suo disegno di salvezza; per la Sua unica potenza infinita:
libera i bambini:
Da ogni forma di ansia, paura, sconforto.
Dalle attenzioni sessuali di chi vuol abusarne.
Dalle discordie familiari.
Da ogni violenza assorbita dalla televisione, dalle PlayStation, dai fumetti, dagli amici, dalla scuola, dai compagni di gioco…
Da coloro che li vogliono trasformare in strumenti di guerra con l’uso delle armi, della violenza, delle aggressioni, degli omicidi…;

invoca per tutti:
L’educazione all’amore, alla pace, alla bontà.
Le proposte religiose alla preghiera, alla Messa festiva.
L’apertura del proprio cuore alle sofferenze di tanti bambini del Terzomondo.
Il rispetto per gli anziani, per i genitori, per gli immigrati, per i poveri…

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
San Michele arcangelo, difendici dal maligno.

SETTIMO GIORNO

San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al Suo disegno di salvezza; per la Sua unica potenza infinita:
libera i peccatori:
Dalle bestemmie, dai vizi, dalle cattive abitudini.
Dall’indifferenza verso Dio e verso il prossimo.
Dall’idolatria del sesso, dei divertimenti, dei piaceri, del denaro, dell’istinto di dominio, della prepotenza, della violenza.
Dall’odio, dalla vendetta, dall’invidia;
invoca per tutti:
Il ritorno alla casa del Padre.
Una buona e santa confessione.
La luce della fede.
La frequenza ai sacramenti, specie all’Eucaristia.
La fiducia e la speranza nell’amore infinito di Dio.
La carità generosa verso i poveri, le persone sole, gli anziani, gli ammalati.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
San Michele arcangelo, difendici dal maligno.

OTTAVO GIORNO

San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al Suo disegno di salvezza; per la Sua unica potenza infinita:
libera i cristiani:
Dalla pigrizia, dall’individualismo.
Dalla superbia e dall’orgoglio, dalla mania di criticare e condannano.
Dall’apatia verso la preghiera, la Messa, la parrocchia, e verso la vita missionaria, caritativa, comunitaria, ecclesiale;
invoca per tutti:
La testimonianza aperta, gioiosa, gratificante di realizzare il Regno di Dio:
In famiglia, a scuola, tra vicini di casa, nella parrocchia, nel lavoro, tra amici.
Il coraggio di essere costruttori di pace in ogni luogo, in ogni ambiente, in ogni realtà, con ogni persona.
Il servizio, l’amore, la disponibilità verso tutti…specie i poveri…

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
San Michele arcangelo, difendici dal maligno.

NONO GIORNO

San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al Suo disegno di salvezza; per la Sua unica potenza infinita:
libera le Anime Sante del Purgatorio:
Da ogni sofferenza fisica e spirituale.
Dal totale abbandono nel quale sono lasciate dai loro cari.
Dalle manie delle devozioni esteriori praticate dai loro cari e che non giovano a nulla se non sono accompagnate dalla preghiera: spreco di fiori, di marmi, di tombe, di manifesti, di lusso…;
invoca per tutti:
Preghiere di suffragio nelle famiglie, nei gruppi, nella comunità parrocchiale.
Applicazioni di Sante Messe e iscrizioni alle Pie Opere del Suffragio.
Partecipazione ai Sacramenti della Confessione e Comunione.
Applicazioni delle Sante Indulgenze.
Ricordo dei cari defunti con opere di carità, di beneficenza, di solidarietà…;
La preghiera quotidiana: l’Eterno riposo…

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
San Michele arcangelo, difendici dal maligno.




(fonte: associazionenostrasignoradilourdes.com)

lunedì 19 settembre 2016

Preghiera a San Gennaro (19 settembre)


O glorioso Martire San Gennaro, che, con l'esercizio continuo di tutte le virtù cristiane, attendeste alla santificazione del gregge affidato al vostro zelo pastorale e di quanti vi conobbero; Voi, che suggellaste, col vostro sangue generoso, la fede di Gesù Cristo su questo colle, dove ogni anno vive il segno prodigioso del vostro martirio e del vostro valido patrocinio; otteneteci la grazia di praticare fedelmente i nostri doveri cristiani, di confessare generosamente la verità, di amare sempre Gesù, per assicurarci, con la vostra protezione, la gloria eterna del Paradiso.

Padre Nostro...
Ave Maria...
Gloria al Padre... 

lunedì 11 luglio 2016

Preghiera a San Benedetto da Norcia (11 luglio)


O buon Gesù, vero Figlio di Dio e della Vergine Maria, che con la tua Passione, Morte e Risurrezione ci hai liberati dalla schiavitù del demonio, e con i prodigi della Croce hai glorificato il tuo servo Benedetto accordandogli un potere senza limiti sul diavolo, concedi anche a noi, per sua intercessione, la vittoria contro il demonio, nostro primo nemico, e contro le perverse dottrine e gli esempi di vita disonesta dei suoi figli. Amen.

mercoledì 6 luglio 2016

Preghiera a Santa Maria Goretti (6 luglio)



Bambina di Dio, tu che hai conosciuto presto
la durezza e la fatica, il dolore e le brevi gioie della vita;
tu che sei stata povera e orfana, tu che hai amato il prossimo
facendoti serva umile e premurosa; tu che sei stata
buona e hai amato Gesù sopra ogni altra cosa;
tu che hai versato il tuo sangue per non tradire il Signore;
tu che hai perdonato il tuo assassino, intercedi
e prega per noi, affinché diciamo sì al disegno
di Dio su di noi.
Ti ringraziamo, Marietta, dell'amore per Dio e per
i fratelli che hai seminato nel nostro cuore.
Amen.


(Papa Giovanni Paolo II)

domenica 26 giugno 2016

Preghiera a San Josemaria Escrivà de Balaguer (26 giugno)


O Dio, che per mediazione di Maria Santissima concedesti a San Josemaria, sacerdote, innumerevoli grazie, scegliendolo come strumento fedelissimo per fondare l'Opus Dei, cammino di dovere ordinari del cristiano, fà che anch'io sappia trasformare tutti i momenti e le circostanze della mia vita in occasioni per amarti e per servire con gioia e semplicità la Chiesa, il Romano Pontefice e tutte le anime, illuminando i cammini della terra con la fiamma della fede e dell'amore. Concedimi, per intercessione di San Josemaria, la grazia che ti chiedo:... Amen.

lunedì 13 giugno 2016

Preghiera a Sant'Antonio di Padova (13 giugno)


O glorioso Sant'Antonio, tu hai sempre aiutato e consolato chiunque nelle sue necessità è ricorso a te. Animato da grande confidenza, anch'io ricorro a te come mio protettore. Ascolta la mia preghiera e intercedi per me presso Dio. Soccorrimi e ottienimi la grazia che ardentemente ti domando...
Chiedila tu per me al Bambino che stringi tra le tue braccia e sarò certo che mi esaudirà. Amen. 

martedì 31 maggio 2016

Tredicina a Sant'Antonio da Padova (dal 31 maggio al 12 giugno)


1. O gloriosissimo Sant'Antonio, che hai ottenuto da Dio la virtù di risuscitare i morti, ridesta l'anima mia dalla tiepidezza ad una vita fervorosa e santa. 
Gloria al Padre.

2. O sapientissimo sant'Antonio, luce della Chiesa e del mondo, illumina l'anima mia con la luce della Verità. 
Gloria al Padre.

3. O pietosissimo Santo, sempre pronto e potente nel soccorrere i tuoi devoti nelle loro calamità, soccorrimi nella mia necessità. 
Gloria al Padre.

4. O potentissimo sant'Antonio, che fin da giovane imparasti a vincere il nemico infernale, custodisci e difendi l'anima mia dai suoi terribili assalti. 
Gloria al Padre.

5. O purissimo sant'Antonio, giglio incomparabile d'innocenza, non permettere che l'anima mia si macchi mai della lebbra dell'impurità. 
Gloria al Padre.

6. O medico celeste, carissimo sant'Antonio, per cui tanti infermi sono risanati, risana l'anima mia dalle ferite del peccato e correggine le cattive inclinazioni. 
Gloria al Padre.

7. O fedelissimo sant'Antonio, dirigi l'anima mia nel burrascoso mare della vita e conducila al porto della salute eterna. 
Gloria al Padre.

8. O tenerissimo sant'Antonio, liberatore dei condannati dalla giustizia umana, libera l'anima mia dai lacci del peccato, perché non cada nei ceppi della terribile giustizia di Dio. 
Gloria al Padre.

9. O santo Miracoloso, per cui anche le membra staccate dal corpo si ricongiungono e riacquistano la vita, ricongiungi alla Chiesa i suoi figli, che se ne sono allontanati per l'empietà e il vizio. 
Gloria al Padre.

10. O graziosissimo sant'Antonio, che fai ritrovare le cose smarrite, fa' che io non perda mai con il peccato la grazia e l'amicizia di Dio; ma se per somma disgrazia le perdessi, fa' che subito le ritrovi e non le perda mai più. 
Gloria al Padre.

11. O carissimo santo, giovani e vecchi vengono a te e sono esauditi. Soccorri anche me così povero e miserabile. 
Gloria al Padre.

12. O benignissimo sant'Antonio, liberami e salvami dai tanti pericoli che circondano l'anima mia. Gloria al Padre.

13. O glorioso santo del mondo intero: parli sempre per noi a Dio la tua miracolosa lingua; sii il nostro Protettore in vita, perché un giorno veniamo a cantare per sempre con te le glorie dell' Altissimo Dio. 
Gloria al Padre.


Preghiera

O grande Taumaturgo di Padova, glorioso sant'Antonio, a te che sei l'intimo amico di Gesù, il dispensatore delle grazie divine, ci rivolgiamo fiduciosi per avere aiuto e conforto. Per quel dolce Bambino, che stringi fra le braccia, per quelle carezze di Paradiso di cui Egli ti ricolma, per i suoi sguardi amorosi, per il gaudio celeste di cui t'inebria: esaudiscici. Fa' che il mondo ritrovi la luce e la verità nel santo Vangelo di Gesù Cristo, dai cui insegnamenti vive lontano, e rifiorisca ovunque la virtù, la fede e l'amore fraterno. Amen.

domenica 22 maggio 2016

Preghiera a Santa Rita da Cascia (22 maggio)


Santa Rita, modello delle spose e delle madri di famiglia, io ricorro alla tua intercessione nei momenti più difficili della mia vita. Tu sai come spesso la tristezza mi opprime, perché non so trovare la soluzione di tante situazioni dolorose. Ottienimi dal Signore le grazie di cui ho bisogno, e particolarmente la serena fiducia in Dio e la calma interiore. Fa' che io possa imitare la tua dolce mansuetudine, la tua fortezza nelle prove e la tua carità eroica. Fa' che le mie sofferenze possano giovare a tutti i miei cari e che tutti noi possiamo essere salvi per l'eternità. Amen.
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